Figlio nato in Marocco da un genitore italiano: cosa è cambiato nel 2025

Dal 24 maggio 2025, chi nasce all'estero ed è in possesso di un'altra cittadinanza è italiano solo nei casi previsti dalla legge. Un figlio di padre o madre marocchini è marocchino dalla nascita: la regola quindi lo riguarda. Il Consolato Generale d'Italia a Casablanca verifica questi casi prima di ogni trascrizione dell'atto di nascita, e chiede alle famiglie che non vi rientrano di non attivare la procedura.

Questa pagina spiega cosa è cambiato, perché la nazionalità marocchina conta, e dove le pratiche si complicano. Non dice se il minore è italiano: lo decide solo l'ufficio consolare competente, sulla base dei documenti.

Cosa è cambiato, e da quando

La regola viene dal decreto-legge n. 36 del 28 marzo 2025, convertito dalla legge n. 74 del 23 maggio 2025, in vigore dal 24 maggio 2025. Ha aggiunto un articolo 3-bis alla legge n. 91 del 1992 sulla cittadinanza italiana.

Il testo riguarda chi è nato all'estero, anche prima del 2025, ed è in possesso di un'altra cittadinanza. Questa persona è considerata non avere mai acquistato la cittadinanza italiana, salvo che ricorra una delle condizioni della legge.

Restano alle vecchie regole solo alcune domande: quelle presentate entro le 23:59, ora di Roma, del 27 marzo 2025, o in sede di appuntamento comunicato dall'ufficio entro quella data, e le domande giudiziali presentate entro lo stesso termine. Per un minore nato in Marocco la cui nascita non è mai stata trascritta, rinviare la pratica non è quindi più senza conseguenze.

Perché il genitore marocchino cambia tutto

Il codice della nazionalità marocchina stabilisce che è marocchino il figlio nato da padre marocchino o da madre marocchina, e che è considerato marocchino dalla nascita.

Il consolato precisa che una cittadinanza acquistata in modo del tutto automatico, per esempio per trasmissione da uno dei genitori, conta come altra cittadinanza, anche se la famiglia non l'ha mai fatta registrare. Un figlio di un genitore marocchino rientra quindi nell'articolo 3-bis.

Un genitore italo-marocchino diventato italiano resta in linea di principio marocchino: il codice prevede la perdita della nazionalità marocchina solo in casi precisi, come una rinuncia autorizzata con decreto. E diversi dei casi previsti dalla legge presuppongono una cittadinanza soltanto italiana.

La regola italiana riguarda la cittadinanza italiana. Non tocca la nazionalità marocchina del figlio.

I casi previsti, come li descrive il consolato

Il Consolato Generale a Casablanca elenca le situazioni in cui un minore nato all'estero da un genitore italiano è italiano nonostante un'altra cittadinanza. Sono quattro.

Il minore non ha, né può avere, un'altra cittadinanza. Con un genitore marocchino non è così.

Il genitore italiano ha risieduto in Italia per almeno due anni continuativi prima della nascita. Se questo genitore ha acquistato la cittadinanza per matrimonio o per residenza, contano solo gli anni vissuti in Italia dopo l'acquisto. La residenza in Italia del genitore straniero non rileva.

Uno dei genitori possiede esclusivamente la cittadinanza italiana.

Uno dei nonni possiede, o possedeva al momento della morte, esclusivamente la cittadinanza italiana.

Per ogni situazione il consolato chiede prove precise, in aggiunta ai documenti abituali della trascrizione. L'elenco è sulla sua pagina, ed è quello che fa fede.

Dove le pratiche si complicano

Da quando decorrono i due anni. Per un genitore naturalizzato, il conteggio parte dalla data in cui è diventato italiano, non dal suo arrivo in Italia. Esempio: una famiglia che ha vissuto quindici anni in Italia, ha ottenuto la cittadinanza e si è trasferita in Marocco l'anno dopo può non soddisfare questa condizione per un figlio nato in seguito.

La parola «continuativi». La legge chiede due anni continuativi, e lo dimostrano i certificati del Comune italiano: un certificato storico di residenza e, per un genitore diventato italiano, un certificato storico di cittadinanza da cui risulti la data di acquisto.

La prova di una sola cittadinanza. Quando la situazione si basa su un genitore o un nonno che ha solo la cittadinanza italiana, serve una documentazione rilasciata dalle autorità competenti. L'Ambasciata a Rabat cita per esempio certificati negativi di cittadinanza o attestazioni di rinuncia. Un'autodichiarazione non è ritenuta valida: per provare un'assenza serve un documento che la attesti, non un'affermazione.

L'appuntamento. Il consolato raccomanda di prenotare solo con tutta la documentazione, compresa quella che dimostra la situazione. Se il minore non rientra in nessuno dei casi, chiede di non attivare la procedura, che verrebbe rifiutata.

I figli di un genitore che diventa italiano

Un'altra regola è cambiata lo stesso giorno, all'articolo 14 della stessa legge. Quando un genitore diventa italiano, i figli minori conviventi lo diventano anche loro, ma solo se risiedono legalmente in Italia da almeno due anni continuativi a quella data, o dalla nascita se hanno meno di due anni.

Questo vale quando il genitore diventa italiano dal 24 maggio 2025 in poi, e a verificarlo è il Comune italiano. Figli rimasti in Marocco mentre il genitore otteneva la cittadinanza in Italia non la ricevono quindi per questa via.

Una dichiarazione possibile, se il genitore è cittadino per nascita

La legge prevede un'altra via per il minore il cui padre o la cui madre è cittadino per nascita: i genitori dichiarano la volontà che il minore acquisti la cittadinanza. La dichiarazione si rende di persona davanti all'ufficio, entro tre anni dalla nascita (termine del testo in vigore dal 1° gennaio 2026), oppure più tardi se in seguito il minore risiede legalmente in Italia per due anni continuativi.

Questa via non è aperta quando il genitore è diventato italiano per naturalizzazione, per matrimonio o per riacquisto. E il minore che diventa italiano in questo modo non è cittadino per nascita, il che un giorno può contare per i suoi figli.

Una finestra transitoria resta aperta fino alle 23:59, ora di Roma, del 31 maggio 2029, per alcuni minori alla data del 24 maggio 2025, i cui genitori sono stati riconosciuti cittadini su domanda presentata entro il 27 marzo 2025. Riguarda situazioni precise, che l'ufficio consolare descrive.

Cosa dicono i giudici, ad oggi

Ad aprile 2026 la Corte costituzionale ha dichiarato in parte non fondate e in parte inammissibili le questioni sollevate contro questa regola dal Tribunale di Torino (sentenza n. 63/2026). A luglio 2026 ha sottoposto una questione sulla stessa regola alla Corte di giustizia dell'Unione europea e ha sospeso i giudizi riuniti davanti a sé (ordinanza n. 147/2026).

Finché nessuna decisione la modifica, la regola si applica, ed è quella che gli uffici consolari applicano.

Chi decide, e a chi rivolgersi

Decide su ogni caso l'ufficio consolare competente, sulla base dei documenti: l'Ambasciata d'Italia a Rabat per l'area di Rabat Salé e le province limitrofe di Skhirat Témara, Khémisset, Tiflet e Rommani, il Consolato Generale a Casablanca per quasi tutto il resto del Marocco. La pagina dell'Ambasciata dà l'elenco esatto della sua circoscrizione. Per i figli di un genitore che diventa italiano, verifica il Comune italiano.

Se una situazione è contestata o incerta, la professione competente è quella di avvocato.

Non possiamo dire se un minore è italiano. Se non sai qual è il tuo ufficio o quale pagina riguarda la tua famiglia, scrivici: leggiamo, rispondiamo, di persona.

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Fonti ufficiali

Ultima verifica: 30 ottobre 2026.

Informazioni generali, non un parere legale adatto al tuo caso. Le regole cambiano: verifica sempre i dettagli sulla fonte ufficiale prima di agire.